Siamo sconvolti dal fatto che alla domanda “…ma le hanno fornito statistiche?” sia essa rivolta per un web, una campagna SEO o un social, la gente sbarri gli occhi chiedendosi “Ma adesso questo che vuole….”.

Si, è singolare il fatto che la gente limiti la propria valutazione a parametri molto superficiali del tipo “sì, il sito è molto bello” o “sì, c’è un ragazzo che posta tutti i giorni su Facebook” e così via.

Ma la domanda è “Hai investito del denaro: ma le cose stanno funzionando?”. Ti stanno arrivando contatti? Ti sei accorto se il tuo sito guadagna posizioni? Hai per caso notato se sui post ci sono condivisioni o 4 likes (tu, chi lo ha fatto, la sua segretaria e gli amici più intimi)?

Spesso la risposta è no.

Questo atteggiamento non è per nulla produttivo in quanto sembra creare un processo mentale del tipo:

  • Credo poco ai social
  • Quindi ci spendo poco per vedere se è come penso
  • Quindi ho poche aspettative
  • Di conseguenza non vedo risultati
  • Se posso spendo meno
  • Comunque il social è presidiato

Siamo alle solite: social riempitivo.
Social  che non serve a nulla. Social che deve costare sempre meno.
Social che “ci devo essere ma non mi interessa”.
Social in mano al figlio dell’amico.

Lancio una provocazione.

Quei 200 euretti/mese, dati al “ragazzetto” di turno, che però a fine anno cubano 2400 euro, non sarebbe meglio metterli in mano a qualcuno per provare a impostare – ad esempio – un trimestre più significativo, chiedendo un progetto , un piano editoriale nonché risultati e misurazioni, per poi magari capire che i social possono funzionare, e che potrebbero meritare più attenzione nell’ambito della tua comunicazione aziendale?

La provocazione l’ho lanciata, a voi raccoglierla…