C’è chi vende solo fumo e chi solo arrosto. Poi ci sono quelli che vendono arrosto ma che pensano anche che il fumo possa veicolare un buon profumo e il piacere di sedersi a tavola chiedendo di mangiare l’arrosto.

Il mondo del marketing digitale è molto strano. Su trenta curricula ricevuti ultimamente, tutti – dico tutti – sono Social Media Manager. Basta smanettare Facebook o fare un corso a 59 Euro (o anche uno più serio) per essere esperti di marketing e di strategie social. Idem per quanto riguarda la SEO (posizionamento sui motori di ricerca). Mi compero uno strumento di analisi, faccio il check del sito da posizionare, spunto le varie “voci” indicate dal check e divento automaticamente SEO specialist. Il tool mi costa pochi euro al mese, per cui vendo SEO a quattro spicci.

Noi invece, qui ad aggiornarci, a capire, a massacrarci i neuroni studiando strategie….
E’ uno scenario frustrante. Non lo sarebbe se la cultura digitale nel nostro paese fosse un tantino migliore.

Cosa fare per identificare i venditori di fumo?
Semplice, le vostre domande.

Quando ad un cliente chiediamo “possiamo dare uno sguardo alle statistiche?” o semplicemente chiediamo cosa stiano facendo in termini di misurazione dell’efficacia otteniamo sempre lo stesso effetto: occhi sgranati e volto che esprime il seguente concetto “ma che vuole questo?

Se fai SEO o SOCIAL per un cartoccio di fusaglie l’anno (ndr. Lupini, per chi non è di Roma…), nessuno potrà mai misurare neanche la larghezza della tua scrivania con il centimetro della nonna sarta, ma se stai spendendo qualche soldo in attività di digital marketing, misurare deve essere un diritto per te e un obbligo per il tuo partner.
E’ l’unico modo – oltre tutto efficace – per capire se oltre al fumo c’è anche l’arrosto.

E quindi?
Quindi arrosto sempre, perchè è una questione di sostanza, ma fumo anche perchè può essere un buon richiamo.
Se poi lo mangiate anche in buona compagnia, con un partner affidabile, creativo e con il quale riuscire facilmente ad empatizzare, meglio ancora.