Il drone è attualmente sulla bocca di tutti. Non c’è cliente che non voglia una ripresa con il drone. I fotografi faticano a lavorare nei matrimoni se non c’è un drone a fare le riprese. I telegiornali lo annunciano come il nuovo strumento nelle mani dei terroristi. Poi, lo trovi su tutti i volantini dei negozi di elettronica, e se entri da Mediaworld o Euronics, li trovi in bella vista, pronti per essere regalati ai tuoi figli.

Mettiamo le cose in chiaro, alzare un drone in aria è una cosa seria. Oltre che esserlo in termini di professionalità o altro se non di RISCHIO. Per la legge italiana il drone è un SAPR – Sistema Aereo a pilotaggio remoto, per cui dal nome stesso si deduce che è considerato “quasi ” un aereo. Ci sono mille regole, ignorate prevalentemente da chi non è un pilota, quali ad esempio il divieto di volare in zone affollate, nei parchi naturali, in zone “aeronauticamente” proibite, o semplicemente di notte. Poi ci sono i rischi connessi al fatto che è un “oggetto” radiocomandato, il quale risente dei cosiddetti “fly-away“. Un Phantom ad esempio, pesa circa un chilo e mezzo e ha una autonomia di circa 20 minuti; lo puoi lanciare ad una velocità di 20 metri al secondo e…. e ti sei mai chiesto cosa possa accadere se perdi il controllo? Calcola quanta distanza può fare in 20 minuti a quella velocità…. potrebbe magari cadere in mezzo alla gente e picchiare in testa ad un bambino?

Non capita, ma se capita (e capita) puoi passare i guai. Indubbiamente l’ENAC, l’ente che deve occuparsi dell’argomento, non ha fatto del suo meglio nel fare chiarezza in termini di normativa. Anzi, se poteva creare confusione l’ha fatto, cambiando i regolamenti più e più volte. Fatto sta che ti servirebbe formazione, una assicurazione, conoscenze delle regole dell’aria e la capacità di pianificare una “missione” (sì, così si dovrebbe chiamare) secondo criteri di sicurezza ben precisi.

Quante volte accade questo? Molto raramente. Quante sanzioni ci sono per chi viola queste regole? Molto poche. Non capiamo noi (piloti) cosa dobbiamo fare figuriamoci un vigile urbano o un poliziotto. E i rischi sono solo del pilota o anche del committente? Non voglio spargere il terrore, ma dire solamente che alla richiesta “… poi mi fai una ripresa con il drone…” non è così semplice dare risposta. La sappiamo fare e anche bene, ma alzare in volo un aereo a pilotaggio remoto a cuor leggero e senza rispettare i criteri del caso, rischiando noi e facendo rischiare voi, noi non lo faremo mai.

C’è chi lo fa, ma…. come si dice, uomo avvisato mezzo salvato.